Contenitore per il generatore di alta tensione

ottobre 24th, 2013 | Posted by Marco Plessi in Elettronica | Visite: 4.105

É il momento di realizzare un contenitore adeguato per il generatore di alta tensione realizzato quasi due mesi fa, in quanto da quel giorno giace sul banco da lavoro con le varie parti collegate da cavi volanti.

Oltre al contenitore ho aggiunto il pannello di controllo e una batteria al piombo per l’utilizzo portatile.

Link all’articolo del generatore di tensione.

L’idea è quella di avere un apparecchio versatile con inclusa tutta la circuiteria e anche qualcosa in più.

Quindi ho realizzato una struttura a “piani” (già collaudata nel progetto della mia maturità, di cui forse scriverò un articolo).

La struttura a piani consiste nel disporre i componenti su più piani, sfruttando lo spazio in verticale. I piani sono pannelli di legno uniti mediante 4 barre filettate.

struttura_piani_1

Il piano inferiore è destinato alla batteria (12 V 7 Ah), sul secondo ci sono il trasformatore di alimentazione da rete e la bobina da automobile.

Per il terzo piano ho sfruttato direttamente il dissipatore su cui sono fissate le schede (molto sovradimensionato per ridurre al minimo il riscaldamento).

Quindi ho realizzato un contenitore in legno delle dimensioni della struttura, leggermente più largo da un lato per consentire il passaggio dei cavi da un “piano” all’altro.

costruzione_contenitore_1

La struttura è completamente indipendente dal contenitore, questo per permettere di smontarla senza dover aprire tutto, ma semplicemente estraendola da sopra, quindi due viti avvitate sul fondo (dall’esterno) permettono di assicurare la struttura interna (svitandole, si può estrarre).

Quindi procedo con l’aggiunta del coperchio semovibile:

costruzione_contenitore_2

Quindi la verniciatura a spray con un colore speciale (color forgia metallizzato):

costruzione_contenitore_3

Dopo l’attesa per l’asciugatura del colore (accelerata con il phon da carrozzeria :D), applico le due chiusure sui lati, per poter aprire e chiudere il coperchio in modo veloce:

chiusura_coperchio_contenitore

Quindi procedo alla costruzione del pannello di controllo. Questo dovrà essere equipaggiato con un interruttore generale con luce per la rete 230 V (con presa C14, tipo alimentatore da pc), un deviatore bipolare per la scelta del tipo di alimentazione (rete o batteria), un led per segnalare che l’apparato è alimentato, un pulsante per la scintilla, una presa tipo microfono per collegare un pulsante remoto e infine le boccole di uscita per l’alta tensione.

Di seguito c’è lo schema elettrico del pannello (click destro>visualizza per aumentare la dimensione):

schema_pannello_genAT

E di seguito il retro del pannello cablato:

cablaggio_pannello

!! Notare i due cavi collegati alle boccole AT (a sinistra, quelli gialli) !! Sono grossi perché sono ad altissimo isolamento siliconico, infatti sono semplici cavi da 2,5 mmq. Non sottovalutate questo aspetto perché dispersioni di corrente dalla linea AT possono, oltre che a diminuire l’efficenza, provocare danni ai finali di potenza (io lo so a forza di prove e di bdx33c bruciati).

Particolare dei due cavi AT:

cavi_at_2

Per collegarli alla bobina potete tranquillamente utilizzare il metodo spiegato nell’articolo del generatore, assciruando meglio i morsetti avvitandoli alla struttura (stando ben attenti al solito discorso delle dispersioni):

cavi_at_1

Quindi ho finito applicando ai vari comandi le etichette con le funzioni:

pannello_1

il pulsante “spark” è quello per la scintilla e la presa con scritto “rem” è il remoto.

Le boccole in alto con scritto “v batt” (un po’ nascosto) sono collegate direttamente alla batteria, e servono per la ricarica o per altre operazioni utili.

E infine, la prova:

prova_1

HIGH_VOLTAGE_warning

ATTENZIONE !!! : Le scariche prodotte dall’avvolgimento secondario della bobina sono ad ALTA TENSIONE, nell’ordine delle decine di KV !!

Essendo ad alta frequenza, la corrente prodotta scorre sulla superficie del corpo senza interferire con gli organi, quindi non c’è il pericolo di morte (più pericolosi sono i casi in cui si è portatori di peacemaker o dispositivi simili), ma il dolore è comunque molto elevato, e possono provocare piccole scottature, quindi ATTENZIONE, la prudenza non è mai troppa.

(leggete il disclaimer)

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